Accessibilità digitale per gli ICT “fissi”: cosa cambia con l’Accessibility Act

Quando si parla di accessibilità digitale si pensa subito a siti web e app. Ma c’è un altro mondo, spesso trascurato, che riguarda milioni di persone ogni giorno: quello dei dispositivi ICT “fissi”.

Bancomat, ATM, distributori automatici, biglietterie self-service, chioschi digitali: con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA), da giugno 2025 anche questi strumenti devono essere accessibili.
Vediamo cosa cambia davvero e cosa devono fare le aziende per adeguarsi.

 

Cosa sono gli ICT “fissi”

Gli ICT, dall'inglese information and communications technology, sono tutti i dispositivi digitali che vanno da un sito web ad un’app ai dispositivi installati in luoghi fisici e utilizzati direttamente dal pubblico. Si parla di “ICT fissi” quando si fa riferimento a quelli fisici che offrono un’interfaccia digitale


Alcuni esempi comuni:

  • sportelli bancomat (ATM)
  • biglietterie automatiche (stazioni, aeroporti, cinema)
  • distributori automatici
  • chioschi informativi o di check-in
  • terminali per pagamenti self-service
  • dispositivi domestici come lavatrici, macchine da caffè e anche cruscotti auto


Sono strumenti fondamentali per accedere a servizi essenziali, ed è proprio per questo che devono essere utilizzabili da tutti.

dispositivi domestici lavatrice, auto, macchina caffè

Cosa prevede l’European Accessibility Act riguardo l'accessibilità digitale

L’European Accessibility Act (UE 2019/882) è la direttiva europea che introduce requisiti comuni di accessibilità per prodotti e servizi digitali in tutti gli Stati membri.

A partire dal 28 giugno 2025:

  • molti dispositivi ICT destinati al pubblico devono essere accessibili
  • le aziende devono garantire usabilità anche per persone con disabilità
  • sono previsti controlli e possibili sanzioni in caso di non conformità


Non si tratta quindi di una semplice raccomandazione, ma di un obbligo normativo.

Quali requisiti devono rispettare i dispositivi

L’accessibilità per gli ICT “fissi” non riguarda solo il software, ma anche l’interazione fisica.
Tra i principali requisiti:

Interfacce comprensibili e percepibili

  • testi leggibili e ben contrastati
  • supporto audio per utenti ciechi o ipovedenti
  • icone chiare e linguaggio semplice


Navigazione accessibile

  • utilizzo possibile senza touchscreen (es. tastiere fisiche) o con software che rendono i touch screen accessibili
  • percorsi chiari e coerenti
  • tempi adeguati per completare le operazioni


Compatibilità con tecnologie assistive

  • supporto a cuffie o dispositivi audio
  • integrazione con screen reader
  • feedback multimodale (visivo, sonoro, tattile)


Accessibilità fisica

  • altezza e posizionamento adeguati
  • facilità di raggiungimento dei comandi
  • utilizzo possibile anche da seduti


Chi è coinvolto

L’obbligo riguarda diversi attori che comprendono i produttori di dispositivi, i fornitori di servizi, come banche, società e enti di trasporti, retail, ecc. e anche le aziende che installano o gestiscono i chioschi o i terminali self-service e le aziende importatrici.

In pratica, non basta acquistare un dispositivo: bisogna assicurarsi che sia conforme e accessibile nel contesto reale di utilizzo.


Cosa rischiano le aziende non conformi

Come per il digitale “online”, anche per gli ICT fisici sono previste conseguenze, si tratta di segnalazioni da parte degli utenti ma anche controlli da parte delle autorità perché esiste un obbligo di adeguamento che comporta sanzioni economiche, anche importanti.

Inoltre, c’è un rischio concreto di danno reputazionale, soprattutto per servizi pubblici o ad alta visibilità

Perché è un cambiamento importante

Questo passaggio segna un’evoluzione fondamentale: l’accessibilità digitale esce dallo schermo e entra nel mondo fisico.
Significa:

  • maggiore inclusione nei servizi quotidiani
  • autonomia per milioni di persone
  • esperienze migliori per tutti gli utenti

Un bancomat accessibile, ad esempio, non aiuta solo una persona cieca, ma migliora l’esperienza anche in condizioni di scarsa luce o distrazione.

Come prepararsi

Le aziende che utilizzano, vendono o importano ICT “fissi” dovrebbero iniziare subito a:

  • chiedere un audit dei dispositivi presenti
  • verificare la conformità ai requisiti EAA
  • pianificare aggiornamenti o sostituzioni
  • coinvolgere esperti di accessibilità
  • testare i dispositivi con utenti reali


La normativa è entrata in vigore da un anno, aspettare ancora significa esporsi a rischi e costi molto più alti.
L’Accessibility Act rappresenta un punto di svolta: l’accessibilità diventa un requisito concreto anche per i dispositivi fisici.
Bancomat, biglietterie e chioschi non sono più semplici strumenti tecnologici, ma punti di accesso ai servizi e come tali devono essere inclusivi.
Adeguarsi non è solo una questione normativa, ma un passo necessario verso un’esperienza davvero universale.


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