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È stata emanata dall'Agenzia per l'Italia Digitale una circolare interpretativa che chiarisce quali sono i soggetti che devono adeguarsi alle linee guida dell'accessibilità digitale.

Nella nuova circolare n. 3/2022 di AgID sono comprese una serie di informazioni utili per capire come e quali le aziende private si dovranno adeguare alle linee guida per essere in regola con i requisiti di accessibilità digitale richiesti dalla legge. Dato che la normativa, già in vigore, prevede che anche le aziende private con un fatturato medio negli ultimi tre anni superiore ai 500 milioni di euro siano soggette agli stessi adempimenti della pubblica amministrazione, nella circolare viene indicato in dettaglio come si determina il fatturato medio e quali sono i servizi considerati essenziali per cui è obbligatoria la pubblicazione della dichiarazione di accessibilità e l'implementazione dei requisiti di accessibilità.

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Già nelle prime righe della circolare si rendono chiari i motivi per cui è stato ritenuto necessario ampliare l'offerta di servizi digitali accessibili, specificando che "la  norma è stata introdotta nel contesto peculiare dovuto alla pandemia da Covid-19, che ha portato ad una accelerazione della diffusione di servizi online ed è chiaramente diretta a consentire la più ampia inclusione delle persone con disabilità", per garantire che "una vasta gamma di informazioni e servizi on line essenziali per il pubblico" siano accessibili a tutti i cittadini che potrebbero averne bisogno, indipendentemente dalle condizioni di abilità o disabilità.

Tra le categorie di organizzazioni che vengono incluse negli obblighi di accessibilità, indipendentemente dal fatturato, obblighi che sono già in essere dal 2004 per la pubblica amministrazione, vengono citati esplicitamente "i siti web e le applicazioni mobili delle “ONG”, che forniscono servizi pubblici essenziali per il pubblico o servizi specifici per le esigenze delle persone con disabilità o ad esse destinati”.

Inoltre devono ritenersi servizi essenziali ricompresi nell’ambito di applicazione della Legge 4/04, se offerti online, quelli riferiti ai settori ritenuti essenziali, come:

  • energia;
  • gas;
  • acqua;
  • trasporto di passeggeri;
  • servizi postali ed attività di corriere;
  • servizi di sanità ed assistenza sociale;
  • servizi di istruzione;
  • raccolta dei rifiuti;
  • servizi delle comunicazioni elettroniche;
  • servizi bancari;
  • servizi assicurativi;
  • servizi funebri;
  • servizi veterinari;
  • servizi media basati sulle trasmissioni in diretta che sono mantenuti on line o ripubblicati dopo la trasmissione e, più in generale, media basati sul tempo preregistrati, pubblicati dal 23 settembre 2020;
  • servizi di commercio elettronico, aventi ad oggetto “beni di prima necessità”, ovvero quei prodotti senza i quali non sarebbe possibile svolgere una dignitosa esistenza.

Come fa un'impresa a valutare se rientra negli obblighi di accessibilità?

Gli obblighi di accessibilità riguardano tutte le aziende o gruppi di aziende con un fatturato superiore a 500 milioni di euro che offrono servizi al pubblico sul territorio nazionale attraverso siti web, applicazioni mobili e risorse digitali, anche se hanno sede all'estero.

E in caso di gruppi di imprese, cosa significa con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro?

In caso le imprese siano configurate in un gruppo, questo è considerato come un’unica impresa, quindi la cifra di 500 milioni di euro è calcolata a partire dalla somma dei fatturati delle singole imprese appartenenti al gruppo, e in questo caso tutte le imprese del gruppo sono tenute a rivedere i propri servizi digitali in base a criteri di accessibilità; in caso di violazione però, le eventuali responsabiltà saranno attribuite ai responsabili delle singole aziende appartenenti al gruppo, e anche le sanzioni saranno commisurate al fatturato individuale e non a quello totale del gruppo.

L'accessibilità digitale sul web diventerà imprescindibile come lo è stato il responsive per gli anni passati.

In base alla circolare, la platea delle aziende che devono rendere accessibile il proprio sito web, o i propri servizi web, comprese app, aree dedicate, extranet, viene allargata in modo esponenziale, dato che i criteri specificati rendono applicabile alla legge sull'accessibilità digitale la maggior parte dei siti web che offre al pubblico informazioni, beni o servizi: dai siti di e-commerce agli orari ferroviari, siti di prenotazione di prestazioni sanitarie e così via.

Per il momento sembra che siano esenti dall'applicazione della legge solo le aziende B2B con fatturato di gruppo inferiore ai 500 milioni di euro.