Grafico disabilità in europa

Più di un quarto delle persone di età pari o superiore a 16 anni nell'UE si trova in stato di disabilità.

I dati del grafico provengono dalle statistiche dell'UE sul reddito e sulle condizioni di vita (EU-SILC) e si riferiscono all'anno 2023 la base dei dati copre tutte le persone di età pari o superiore a 16 anni.

I dati Eurostat indicano che il 27% della popolazione dell’UE sopra i 16 anni vive con una qualche forma di disabilità, pari a 101 milioni di persone, ossia un adulto su quattro.
Inoltre il 28,8% delle persone con disabilità è a rischio di povertà o esclusione sociale. Le persone di età più alta hanno maggiori probabilità rispetto alle persone giovani di segnalare disabilità temporanee o permanenti. Nel 2023 le persone di 85 anni e oltre con una disabilità ammontano al 74,8%.

Cosa significa rendere accessibili le risorse digitali per conformarsi alla legge

Garantire la compatibilità con tastiere alternative e screen reader attraverso descrizioni testuali per immagini e pulsanti, migliorare il contrasto dei colori negli sfondi e nelle immagini, fornire trascrizioni per i video, semplificare i menu di navigazione e assicurare l’efficacia delle funzioni di ingrandimento del testo sono alcuni degli interventi necessari. Questi dovranno essere accompagnati dalla pubblicazione di una dichiarazione di accessibilità, che illustri in modo chiaro e trasparente il percorso di adeguamento adottato.

L’accessibilità digitale non riguarda solo siti web e app, ma anche dispositivi come bancomat, TV e smartphone. È spesso confusa con l’usabilità, ma mentre quest’ultima punta a migliorare l’esperienza utente, l’accessibilità si concentra sull’eliminazione delle barriere per le persone con disabilità.

Ampliare la platea degli utenti è uno dei vantaggi dell'accessibilità

Per quanto questi obblighi possano essere percepiti come vincoli normativi, rappresentano un’opportunità per ampliare la platea dei visitatori non solo alle persone con disabilità visive, ma anche agli utenti anziani, sempre più abituati a navigare e fare acquisti online, ma con crescenti difficoltà visive legate all’età. Considerando l’invecchiamento della popolazione europea, l'European Accessibility Act si inserisce in un contesto più ampio di ripensamento dell’usabilità digitale, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più vasto e diversificato.

La situazione attuale delle risorse digitali nel mondo

Nonostante le normative europee e gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, le persone con disabilità affrontano ancora enormi ostacoli in termini di accessibilità digitale. Secondo l’analisi delle Nazioni Unite, il 98% dei siti web più visitati al mondo non rispetta le linee guida internazionali sull’accessibilità, e il 63% dei portali governativi nazionali risulta ancora inadeguato.

Meno competenze informatiche = più difficoltà di accesso

A complicare la situazione, una percentuale di persone con disabilità riporta di possedere competenze ICT di base, con un divario medio di 3 punti percentuali rispetto alla popolazione generale, che in alcuni paesi supera i 10 punti.

Cosa dice la legge European Accessibility Act (EAA)

L’European Accessibility Act (EAA) impone agli Stati membri dell’UE di adeguare entro il 28 giugno 2025 le tecnologie digitali per renderle accessibili a tutti, inclusi i 101 milioni di europei con disabilità ed estende gli obblighi anche alle aziende private, eccetto le microimprese con meno di 10 dipendenti o 2 milioni di euro di fatturato annuo.. L’Italia, già pioniera con la Legge Stanca del 2004, prevede sanzioni fino al 5% del fatturato per le aziende inadempienti.
L’Italia ha rafforzato la normativa nel 2020, coinvolgendo l’AgID e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel monitoraggio e nella regolamentazione dell’accessibilità digitale per le aziende con fatturato superiore a 500 milioni di euro. Oltre alle multe, le aziende inadempienti rischiano danni alla reputazione e azioni legali da parte degli utenti con disabilità.
Per conformarsi, le imprese devono analizzare i propri siti e app, formare il personale e prevedere aggiornamenti periodici per garantire la conformità ai criteri WCAG.

L’EAA rappresenta un’opportunità per costruire una società più inclusiva, favorendo l’accesso equo ai servizi digitali e riducendo le disuguaglianze.

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