Giornata Mondiale della Vista: prevenzione, controlli e accessibilità per tutti
Oggi, 8 ottobre 2026, si celebra la Giornata Mondiale della Vista (World Sight Day), un appuntamento dedicato alla prevenzione delle malattie oculari e alla sensibilizzazione sull’importanza di prendersi cura della propria vista.
La Giornata Mondiale della Vista è promossa dall’International Agency for the Prevention of Blindness (IAPB), in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In Italia le iniziative sono coordinate dalla Fondazione IAPB Italia ETS.
Il messaggio è semplice ma importante: la vista è preziosa e molte delle patologie che possono comprometterla possono essere individuate e trattate più efficacemente se vengono diagnosticate per tempo.
Prevenire significa anche controllare
Uno degli obiettivi principali della Giornata Mondiale della Vista è ricordare che non bisogna aspettare di avere problemi alla vista per sottoporsi a un controllo.
Glaucoma, cataratta, degenerazione maculare e retinopatia diabetica sono alcune delle patologie che possono svilupparsi senza dare sintomi evidenti nelle fasi iniziali. In alcuni casi, quando la persona si accorge che qualcosa non va, il danno alla vista può essere già significativo.
Per questo i controlli oculistici periodici rappresentano uno degli strumenti più importanti per la prevenzione. La frequenza delle visite deve essere stabilita dal medico oculista in base all'età, alla storia personale e familiare e agli eventuali fattori di rischio.
La prevenzione riguarda quindi tutte le fasce d’età, non soltanto le persone anziane.
La Giornata porta la prevenzione sul territorio
Anche quest’anno la Giornata Mondiale della Vista è accompagnata da numerose iniziative di sensibilizzazione.
In diverse città italiane vengono organizzati screening e controlli oculistici gratuiti, incontri informativi, consulenze e attività di divulgazione, con l’obiettivo di avvicinare le persone alla cultura della prevenzione. IAPB Italia ha raccolto sul proprio sito le iniziative organizzate sul territorio.
A livello internazionale, la campagna World Sight Day continua inoltre a promuovere il messaggio #LoveYourEyes, invitando tutti a dare maggiore attenzione alla salute degli occhi e a rendere la cura della vista accessibile, disponibile e sostenibile per tutti.
Accessibilità significa anche poter accedere alle informazioni
Per chi si occupa di accessibilità digitale c’è però un altro aspetto da non dimenticare.
Prevenire significa anche poter ricevere e comprendere le informazioni sulla propria salute.
Una persona cieca o ipovedente deve poter consultare in autonomia il sito di un ospedale, leggere le indicazioni per prenotare una visita, compilare un modulo online, accedere alle informazioni su uno screening o utilizzare un servizio sanitario digitale.
E non riguarda soltanto le persone completamente cieche.
Contrasto insufficiente, caratteri troppo piccoli, immagini prive di alternative testuali, video senza adeguate informazioni accessibili, interfacce difficili da navigare o moduli incompatibili con le tecnologie assistive possono creare ostacoli anche per chi ha una riduzione parziale della capacità visiva.
In altre parole, un'informazione sulla prevenzione della vista deve essere essa stessa accessibile.
Perché il web e i dispositivi digitali devono essere accessibili
Quando parliamo di accessibilità digitale pensiamo spesso ai siti web e alle applicazioni. Ma oggi le interfacce digitali sono presenti anche in moltissimi dispositivi e servizi che utilizziamo quotidianamente: bancomat, terminali di pagamento, biglietterie automatiche, macchine per il check-in, terminali informativi interattivi e altri dispositivi self-service.
L’European Accessibility Act (EAA), la normativa europea sull’accessibilità di prodotti e servizi, ha esteso i requisiti di accessibilità anche ad alcune di queste categorie. La Direttiva (UE) 2019/882, applicabile dal 28 giugno 2025, comprende infatti tra i prodotti interessati diversi terminali self-service, tra cui gli sportelli automatici, le macchine per l’emissione di biglietti e i terminali interattivi destinati alla fornitura di informazioni.
Questo significa che l’accessibilità non riguarda soltanto ciò che vediamo sullo schermo di un computer o di uno smartphone. Riguarda anche il modo in cui una persona può interagire con una macchina, leggere un’informazione, effettuare un pagamento, acquistare un biglietto o completare un’operazione in autonomia.
Pensiamo, per esempio, a un totem informativo. Se le informazioni vengono presentate esclusivamente attraverso uno schermo touch, con caratteri piccoli, contrasto insufficiente e senza alternative vocali o altre modalità di interazione, una persona cieca o ipovedente può non essere in grado di utilizzarlo. Un dispositivo progettato secondo criteri di accessibilità dovrebbe invece consentire di percepire e utilizzare le informazioni attraverso modalità adeguate alle diverse esigenze.
Lo stesso principio vale per una biglietteria automatica: se la procedura richiede di individuare piccoli pulsanti sullo schermo, distinguere informazioni soltanto attraverso il colore o leggere testi poco contrastati, una persona con una disabilità visiva può incontrare ostacoli che per gli altri utenti non esistono.
L’obiettivo dell’accessibilità è proprio questo: evitare che una caratteristica della tecnologia diventi una barriera per chi la utilizza. Per i terminali self-service, la normativa europea prevede infatti requisiti relativi, tra l’altro, alla percepibilità delle informazioni, all’interazione con l’interfaccia e alla possibilità di utilizzare il dispositivo attraverso più canali sensoriali e tecnologie assistive.
Ecco perché, quando parliamo di accessibilità, dobbiamo guardare oltre il sito web. Il digitale è ormai presente in moltissimi momenti della nostra vita quotidiana e deve essere progettato per poter essere utilizzato dal maggior numero possibile di persone.
È da qui che possiamo comprendere meglio anche il rapporto tra le diverse patologie della vista e l’accessibilità: una difficoltà visiva non dovrebbe mai trasformarsi, a causa di un’interfaccia progettata male, nell’impossibilità di accedere a un’informazione o di svolgere un’attività in autonomia.
Le patologie oculari possono avere effetti molto diversi sulla capacità di vedere: dalla riduzione dell’acuità visiva alla perdita della visione periferica, dalla difficoltà a distinguere i colori alla maggiore sensibilità alla luce, fino alla perdita completa della vista.
Queste condizioni possono trasformare anche una semplice attività online in un ostacolo.
L'accessibilità digitale non elimina la disabilità visiva, ma può evitare di aggiungere ulteriori barriere.
Ecco alcuni esempi.
Glaucoma
Il glaucoma può provocare una progressiva perdita della visione periferica e, nelle fasi più avanzate, una significativa riduzione della capacità visiva.
Su un sito o dispositivo non accessibile: elementi distribuiti in modo poco chiaro, contenuti difficili da individuare, testi con contrasto insufficiente o interfacce prive di una struttura coerente possono rendere più difficile orientarsi e trovare le informazioni.
Su un sito o dispositivo accessibile: una struttura semantica corretta, titoli ben organizzati, un contrasto adeguato e una navigazione prevedibile aiutano l’utente a individuare più facilmente le informazioni e a muoversi all’interno della pagina.
Cataratta
La cataratta può causare una visione offuscata, una maggiore sensibilità alla luce e difficoltà nella percezione dei contrasti.
Su un sito o dispositivo non accessibile: testi grigio chiaro su sfondo bianco, caratteri troppo piccoli, elementi poco contrastati e informazioni comunicate esclusivamente attraverso il colore possono diventare difficili da leggere o distinguere.
Su un sito o dispositivo accessibile: un buon rapporto di contrasto, testi ridimensionabili e informazioni che non dipendono esclusivamente dal colore permettono di leggere e comprendere i contenuti più facilmente.
Degenerazione maculare
La degenerazione maculare può compromettere la visione centrale, rendendo più difficile leggere, riconoscere dettagli e distinguere alcuni elementi visivi.
Su un sito o dispositivo non accessibile: testi piccoli, paragrafi molto compatti, immagini prive di alternative testuali o interfacce nelle quali le informazioni importanti sono affidate esclusivamente a elementi grafici possono creare notevoli difficoltà.
Su un sito o dispositivo accessibile: testi leggibili e ridimensionabili, una struttura chiara, contenuti ben organizzati e alternative testuali alle immagini permettono di accedere alle informazioni anche quando la visione centrale è compromessa.
Retinopatia diabetica
La retinopatia diabetica può provocare diversi disturbi visivi, tra cui visione sfocata, difficoltà a distinguere i dettagli e, nei casi più gravi, perdita della vista.
Su un sito o dispositivo non accessibile: un'interfaccia visivamente affollata, testi poco leggibili, contrasto insufficiente o controlli difficili da individuare possono rendere complicata la consultazione.
Su un sito o dispositivo accessibile: una progettazione semplice e ordinata, testi leggibili, contrasto adeguato e una corretta organizzazione dei contenuti riducono il carico visivo e facilitano la navigazione.
Retinite pigmentosa e altre patologie che riducono la visione periferica
Alcune patologie, come la retinite pigmentosa, possono ridurre progressivamente il campo visivo e compromettere la capacità di orientarsi nello spazio.
Su un sito o dispositivo non accessibile: pagine molto lunghe, menu complessi, elementi difficili da individuare e una navigazione poco prevedibile possono rendere più difficile capire dove ci si trova e raggiungere rapidamente ciò che serve.
Su un sito o dispositivo accessibile: una gerarchia chiara dei contenuti, intestazioni corrette, collegamenti comprensibili e una navigazione coerente aiutano l’utente a orientarsi.
Daltonismo e difficoltà nella percezione dei colori
Le alterazioni della percezione cromatica possono rendere difficile distinguere alcuni colori tra loro.
Su un sito o dispositivo non accessibile: utilizzare il colore come unico modo per comunicare un errore, distinguere due informazioni o indicare un'azione può impedire all'utente di comprendere correttamente il contenuto.
Su un sitov accessibile: il colore viene accompagnato da testo, icone, simboli o altri elementi che trasmettono la stessa informazione. In questo modo il significato non dipende dalla capacità di distinguere determinati colori.
Cecità
Una persona cieca può utilizzare un computer o uno smartphone attraverso uno screen reader, che interpreta i contenuti presenti sullo schermo e li restituisce attraverso una sintesi vocale o un display Braille.
Su un sito non accessibile: immagini senza testo alternativo, pulsanti privi di un nome comprensibile, moduli non correttamente strutturati, tabelle complesse o una navigazione non compatibile con la tastiera possono rendere impossibile o molto difficile completare un'operazione.
Su un sito accessibile: il codice e la struttura della pagina permettono alle tecnologie assistive di interpretare correttamente contenuti, titoli, link, pulsanti, moduli e altri elementi interattivi.
L’accessibilità non riguarda una sola patologia
Questi esempi mostrano una cosa importante: non esiste un solo modo di vivere una disabilità visiva e non esiste una sola soluzione tecnica.
Per questo l’accessibilità digitale non può essere ridotta a un controllo automatico o alla semplice verifica di alcuni parametri grafici. Un sito realmente accessibile deve poter essere utilizzato attraverso modalità diverse: con la vista, con la tastiera, con uno screen reader e con le tecnologie assistive.
E soprattutto deve permettere alla persona di trovare le informazioni, comprenderle e portare a termine le proprie attività in autonomia.
È questo il punto d'incontro tra la Giornata Mondiale della Vista e l'accessibilità digitale: prendersi cura della vista significa anche prevenire la perdita evitabile della capacità visiva; progettare siti accessibili significa fare in modo che una difficoltà visiva non diventi, anche online, una barriera alla partecipazione e all'autonomia.
Salute e accessibilità: due diritti che si incontrano
La Giornata Mondiale della Vista ci ricorda quanto sia importante intervenire prima che un problema diventi grave. L’accessibilità digitale ci ricorda invece che le informazioni e i servizi devono essere progettati affinché possano essere utilizzati dal maggior numero possibile di persone.
Sono due temi diversi, ma profondamente collegati.
Se una campagna di prevenzione invita a fare un controllo della vista, ad esempio, il messaggio dovrebbe poter raggiungere anche una persona che utilizza uno screen reader. Se un servizio sanitario permette di prenotare una visita online, quella procedura dovrebbe poter essere completata anche da una persona con disabilità visiva.
L’accessibilità non è quindi soltanto una questione tecnica: significa rendere concretamente possibile l’accesso alle informazioni, alle opportunità e ai servizi.
Ed è proprio questo uno degli obiettivi dell’accessibilità digitale: costruire un web nel quale le persone possano informarsi, comunicare e utilizzare i servizi in modo autonomo, indipendentemente dalle proprie capacità.
In occasione della Giornata Mondiale della Vista, ricordiamoci quindi due cose:
prendersi cura della propria vista significa fare prevenzione e controlli regolari; rendere accessibili le informazioni significa permettere a tutti di poter fare altrettanto.




