persone disabili e abili più raggiungibili col social marketing accessibile

L’accessibilità digitale è un argomento che sta emergendo sempre più prepotentemente sulla ribalta dei media. Nel mondo del marketing si parla sempre più spesso di siti accessibili, App inclusive e device con ausili per l’accessibilità: argomenti che stanno sempre più a cuore alle aziende, soprattutto quelle che si rivolgono al grande pubblico.

Molto poco spazio è dedicato all’accessibilità sui social eppure parliamo di organizzazioni che operano con progetti di marketing orientati alla visibilità su Facebook, Linkedin, Instagram, Tik Tok, Youtube etc.

Oggi vogliamo spostare l’attenzione su questo particolare argomento, l’accessibilità e l’inclusione nel mondo dei social. Quali sono le opzioni, quali i comportamenti da tenere per un'azienda, una agenzia, un reparto marketing, un professionista della comunicazione.

La prima domanda che viene in mente è: “i social hanno strumenti per gestire l’accessibilità?”

Purtroppo i social spesso non hanno questi strumenti o si limitano solo a pochissime opzioni, ma molte cose possiamo farle noi seguendo alcune regole che troverete più avanti in questo articolo.

INDICE

 

tastiera accessibile


ACCESSIBILITA’ COME PRINCIPIO AZIENDALE PERCHE’?

Maggiore visibilità e migliori risultati con post accessibili

L'accessibilità è un tema trasparente ma attualmente di grande importanza nelle attività di social marketing. Rendere  i contenuti e i post accessibili alle persone con disabilità, amplifica la propria visibilità e incrementa il pubblico, ovvero: marketing più efficace e maggiori risultati aziendali.

Inclusione = Reputazione e fiducia

Rendere accessibile la propria presenza sui social è una dimostrazione di consapevolezza e comprensione oltre che una dichiarazione di impegno per l'inclusione globale. Il risultato è un rapporto di maggiore fiducia con clienti e follower.

Le statistiche valutano che nel mondo ci siano circa 750 milioni di persone con disabilità, di questi il 75% ha provato a fare acquisti online ed ha rinunciato al processo perché il sito o la app mobile non erano accessibili.

L’accessibilità digitale è anche un valore economico

Per le aziende capaci di visione e strategia è estremamente chiaro che in un mercato come quello attuale, competitivo e dinamico, rendere accessibile un sito web (o un'app mobile) garantisce maggiori clienti! Oggi, circa il 50,% delle aziende e organizzazioni sta valutando l'accessibilità digitale proprio in funzione della competitività sul mercato.
User experience e  Accessibilità digitale proteggono l'immagine del Brand e permettono di evitare controversie legali e sanzioni. Sottovalutare il valore dell'accessibilità oggi significa offrire un vantaggio ai competitor e un danno alla propria immagine. Persino Google e altri motori di ricerca premiano i siti Web più accessibili posizionandoli meglio nei risultati di ricerca.

Includere obiettivi di accessibilità nella creazione di campagne di marketing è fondamentale per raggiungere un pubblico più ampio e promuovere l'inclusività e la diversità. Le comunicazioni e l’engagement accessibile alle persone con disabilità, aumenta il coinvolgimento e quindi, in sostanza, permette di ottenere migliori risultati di business.

I numeri della user experience ci aiutano a capire il valore economico e reputazionale dell’accessibilità

  • 80.000.000: in Europa ci sono circa 80 milioni di persone con disabilità fisiche e sensoriali
  • 60.000.000: in Europa il 75 percento degli 80 milioni di persone con disabilità fisiche e sensoriali ha rinunciato a fare acquisti online per inaccessibilità.
  • 52.000.000: il 65 percento delle persone con disabilità fisiche e sensoriali in Europa abbandona dopo 10 secondi un sito o una App mobile non accessibile e consulta i social con difficoltà.

Questo chiarisce come mai le aziende attente al mercato ed ai numeri della competizione sono sempre più impegnate nella valutazione (ed anche validazione) dei requisiti di accessibilità dei propri canali digitali e della gestione accessibile  delle proprie pagine social. Un nuovo paradigma dove l’obiettivo è raggiungere tutti i tipi di pubblico. 

La normativa Europea e Italiana in tema di accessibilità digitale

Pubbliche Amministrazioni

Lo Stanca Act (legge n. 4/2004) vieta la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità e richiede che tutti i contenuti digitali siano accessibili. Qualsiasi organizzazione per l'amministrazione pubblica siano esse scuole, comuni, regioni, ministeri, ordini professionali, ospedali etc, che non si attenga a queste norme e non presenti annualmente una dichiarazione di accessibilità può incorrere in conseguenze e azioni legali per inosservanza nei confronti dell'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), l'agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha autorità per garantire la missione dell'Agenda Digitale Italiana che si propone di promuovere la diffusione dell'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, proprio evitando il fenomeno della discriminazione digitale nei confronti delle persone con disabilità in tutte le sue forme.

Privati

L’European Accessibility Act ovvero l’Atto europeo sull'accessibilità (EAA) e il recente aggiornamento della Legge Stanca impone obblighi di accessibilità alle imprese private, suddividendole in due gruppi: 

  1. Le imprese (anche gruppi e relative aziende del gruppo) con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni hanno l’obbligo di accessibilità sulle risorse digitali (compresa la dichiarazione di accessibilità e i meccanismi di feedback) già dal 5 novembre 2022; 
  2. Per tutti gli altri Banche, servizi pubblici, e-commerce, editori digitali, etc. l’obbligo entrerà in vigore il 28 giugno 2025

accessibilita asset del brand

Accessibilità come principio aziendale, un asset del Brand

Rendere i contenuti promozionali accessibili e inclusivi non dovrebbe essere un evento occasionale, una scelta casuale o di costume, altresì non dovrebbe essere motivata solo dalla necessità di farsi trovare compliance con la normativa o guidata da criteri economici da adottare solo quando ‘’il gioco vale la candela”.

Se deve diventare un valore, che davvero migliori la reputazione e la fiducia nel Brand, allora deve essere un processo ‘incorporato’ in un protocollo definito, incluso nella visione aziendale una condizione imprescindibile delle proprie modalità, un costume!

Cosa Significa? Significa adottare il principio nelle proprie linee guida, spalmarlo su tutte le attività interne ed esterne alla struttura, ed avviare pratiche di controllo (check list) che comprendano i criteri di accessibilità oltre ai consueti parametri di leggibilità, coerenza al brand, ortografia, strategia e conversione. In pratica fare in modo che gli errori di accessibilità digitale siano  trattati come problemi di controllo della qualità, diventando una pratica di routine, come il controllo ortografico del testo pubblicato.

Per questa ragione sono sempre più numerose le aziende che inseriscono percorsi di sensibilizzazione all’accessibilità nel piano di formazione aziendale. Costruendo una consapevolezza condivisa da tutto il team si può ottenere un risultato al di là delle aspettative, l’azienda che viene percepita come inclusiva dall’interno risulta estremamente credibile al pubblico ed ai clienti siano essi consumer B2C o partner B2B.

ACCESSIBILITA’ SUI SOCIAL COME FARE

Quali sono gli step da compiere per rendere accessibili i propri post e le campagne di social marketing? Quasi tutte le grandi organizzazioni utilizzano  Facebook e altre piattaforme come Youtube, Twitter, LinkedIn e Instagram che hanno qualche piccola opzione di accessibilità ma pochi sanno come sfruttarla.

Il social marketing è un’attività con un impatto molto positivo sulla percezione che il cliente può avere del Brand, sviluppa una buona consapevolezza del marchio tra il pubblico, svolge un ruolo chiave nell'influenzare il pubblico su progetti, prodotti e messaggi di un'azienda e spesso si sostituisce o affianca grandi campagne di advertising per mezzo della condivisione di foto, video ecc.

Le regole per rendere accessibili i contenuti digitali sui social:

  • Accessibilità delle immagini: Inserire un testo che descrive il contenuto dell’immagine può offrire ad un cieco o un ipovedente una valida alternativa (detto appunto testo alternativo) per comprendere il post. Spesso i social contengono questa funzionalità che in gergo si chiama ‘ALT’ che è anche un tag HTML che viene inserito nel codice della pagina web insieme agli attributi dell’immagine, invisibile all’utente ma perfettamente letto dagli screen reader (ausili che leggono i contenuti delle pagine web e delle app) come Voice Over di Apple per esempio.

  • Accessibilità dei contenuti testuali: Applicare la regola della chiarezza e semplicità è buona norma per rendere comprensibile un testo a chiunque, Essere diretti evitando frasi complicate permette di raggiungere proprio tutti sia quelli che hanno difficoltà nello spettro cognitivo sia quelli con difficoltà linguistiche.

  • Hashtag: Gli hashtag usati nei social per funzionare correttamente devono essere costituiti da una singola parola preceduta dal simbolo #, per ampliarne i contenuti comunicativi sono spesso formati da più termini uniti insieme, senza spazi, che risultano di difficile lettura per una serie di categorie di persone, oltre che per i lettori di schermo.  Per ovviare a questo problema ci viene incontro la regola del Camel Case, che segna con una lettera maiuscola l'inizio delle singole parole che compongono l'hashtag:  #rockbellavitapizza
 se usate il sistema Camel case verrà scritto così: #RockBellaVitaPizza 
e lo screen reader leggerà le singole parole di cui è composto, con un cambio di tono a ogni maiuscola.

  • Link: Quando è possibile, è bene associare una descrizione ai link indicando la tipologia di risorsa a cui si riferisce [PAGINA WEB], [VIDEO], [AUDIO].
    Se potete (e ne siete a conoscenza), indicate se la risorsa collegata è accessibile o meno (es. filmato non sottotitolato). In alternativa è sempre possibile inserire questa descrizione nel testo del post relativo al link.

  • Contenuti Multimediali: Assicuratevi che i vostri contenuti multimediali abbiano almeno i sottotitoli e le audio descrizioni, Provate a pensare quante persone con disturbi dell’udito (5% circa) non potranno fruire di questi collegamenti. Infine pensate ai ciechi ed agli ipovedenti (ancora il 5% c.a.) potranno capire quello che succede nella scena solo se l’audio è corredato da una descrizione (audio descrizione) del contesto.

Come fare per portare l’accessibilità digitale all’interno dell’azienda?

Sono molte le aziende che seguono un percorso di sensibilizzazione aziendale, istituiscono corsi di formazione interni avvalendosi delle organizzazioni che operano nel mondo dell’accessibilità digitale e si avvalgono della loro consulenza per migliorare le proprie strategie di marketing e comunicazione, per esempio mediante un corso di:

Introduzione all’accessibilità:

Si tratta di una formazione che in genere consiste in una o due sessioni di 2 ore offerta a tutto i reparti gestionali dell’azienda (marketing, commerciali, amministrazione, software, web & social, Ufficio Clienti, Ufficio Tecnico). Permette di cambiare paradigma nella visione delle relazioni con le persone siano essi clienti, collaboratori, fornitori. 

Benefici: Il risultato è una maggiore capacità di ‘comprendere quanto sia difficile farsi comprendere’.

L’approccio alla comunicazione sia essa di tipo promozionale o tecnico, siano post sui social o offerte per i clienti sarà più ‘leggero’ più attento alla leggibilità e fruibilità dei contenuti.

E se vogliamo andare più a fondo?

Esistono percorsi formativi in accessibilità di varia natura e dedicati ai diversi reparti della comunicazione come per esempio:

  • Scrivere contenuti accessibili (content writing)
  • Progettare comunicazione e Visual accessibile
  • Accessibilità dei contenuti multimediali Audio/Video
  • Tecniche di sviluppo web accessibile
  • Accessibilità mobile



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