accessibilità imprese private

L'Agenzia per l'Italia Digitale ("AgID") ha recentemente pubblicato una circolare per chiarire gli ambiti di applicazione dell' art. 3, co. 1-bis della Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (Legge Stanca).

 

Linee guida per soggetti erogatori privati pubblicate il 26 aprile 2022

Nel corso del 2022 Il Governo Italiano ha aggiornato la legge sull'accessibilità digitale.

La legge è stata modificata ampliando il raggio di azione dal pubblico al privato così l'Agenzia per l'Italia Digitale ("AgID") ha recentemente pubblicato una circolare per chiarire gli ambiti di applicazione dell'art. 3, co. 1-bis della Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (Legge Stanca).

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Accessibilità Digitale obbligatoria per aziende con fatturato superiore ai 500 Milioni di euro o per tutte le aziende dei Gruppi?

Nella circolare Agid spiega che Il valore di soglia, ovvero imprese con 500 milioni di euro di fatturato medio negli ultimi tre anni di attività, non è riferito solo alle singole aziende ma anche a tutte le unità collegate ai Gruppi di imprese.

A questo scopo la circolare riferisce che ogni Gruppo, al fine della valutazione, è da considerarsi unica Impresa ne consegue che l'obbligo di accessibilità si estende a tutte le imprese del gruppo.

Rientrano quindi nell'assetto normativo non solo le imprese che costituiscono il core business del brand, ma anche a tutte le aziende satellite del gruppo che si occupano per esempio di logistica, supply-chain, operazioni finanziarie, marketing etc.

Accessibilità digitale un onere sproporzionato?

Considerando le aziende singole facenti parte di un Gruppo possiamo dire In altre parole, che anche se un'impresa operante in Italia è ampiamente al di sotto del menzionato limite di fatturato ma fa parte di un gruppo di imprese che complessivamente lo supera, dovrebbe – salvo oneri sproporzionati – conformarsi agli obblighi di accessibilità previsti dalla Legge Stanca.

In un simile contesto, anche piccole aziende con 'piccoli' fatturati rientrano in questo quadro normativo, trovandosi già nel momento attuale in difetto: la legge riporta una scadenza allo scorso 5 novembre 2022. Fortunatamente viene in soccorso di queste aziende la regola dell'onere sproporzionato, che, attenzione, non significa essere al riparo dalle sanzioni normative e disinteressarsi della cosa.

Come faccio a capire se è accettabile per la mia impresa la regola dell'onere sproporzionato?

Ricorrere all'onere sproporzionato è una prassi facoltativa, che deriva dall'applicazione della legge Stanca alle pubbliche amministrazioni, si tratta di una opzione applicabile quando l'intervento di implementazione dell'accessibilità digitale assume una rilevanza finanziaria tale da renderne impossibile l'applicazione; per esempio spesso i Comuni hanno una tale quantità di documenti pdf e word online non accessibili (i pdf alle volte sono solo 'fotocopie' scansioni degli originali) e in questo caso il budget a disposizione del comune per apportare la modifica a tutto il repository documentale non è sufficiente.

Normalmente l'intervento di analisi e modifica di una risorsa digitale è assolutamente sostenibile, tranne in queste particolari condizioni.

Una azienda nella maggior parte dei casi può ampiamente permettersi la spesa: dichiarare l'onere sproporzionato potrebbe diventare un boomerang, in ogni caso per gestire questa opportunità è bene chiedere una consulenza ad un operatore del settore per affrontare la cosa nel modo corretto.

Nuova normativa sull'accessibilità digitale, sanzioni e regole per i soggetti privati

Nel chiarimento dell'agenzia digitale si specifica che la qualifica di "soggetto erogatore" prescinde dalla forma giuridica, sono incluse persone giuridiche private di qualunque tipo, ma anche persone fisiche ed enti del terzo settore a condizione che svolgano attività economico-commerciale soggetta ad Iva e che rientrino nella casistica sopra descritta dei 500 milioni di euro.

AgID chiarisce anche i termini della sanzione amministrativa di cui all' art. 9, co. 1-bis della Legge Stanca applicabile fino al 5% del fatturato riferendo con chiarezza che tale percentuale "sarà rapportata al fatturato dell'ente e/o dei singoli enti responsabili" e non al fatturato dell'intero gruppo d'imprese.

Infine AgID conferma che il termine per l'adeguamento agli obblighi di accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili era il 5 novembre 2022 e che tutti i contratti stipulati dopo il 26 aprile 2022, data di pubblicazione delle Linee guida per soggetti erogatori privati, dovranno avere conformità agli obblighi di accessibilità, altrimenti saranno annullati; così come i contratti stipulati in precedenza che dovranno essere adeguati entro un anno dal 26 aprile 2023.

L'accessibilità digitale diventerà imprescindibile per un sito web e una App come lo è stato il design responsive qualche anno fa.

Siamo di fronte ad una vera rivoluzione nel mondo del web, un primo importante passo verso l'adozione di criteri inclusivi che parte dalla pubblicazione dell'European Accessibility Act, che il governo Italiano ha recepito durante lo scorso anno 2022, e passa attraverso il recente aggiornamento della Legge Stanca rivolto ai privati che avrà come effetto una più intensa applicazione nei prossimi due anni.

Il 2025, infatti, sarà l'anno in cui l'atto Europeo (EAA) prenderà la sua forma applicativa e i servizi digitali di pubblico riferimento come gli e-commerce, gli e-book, i portali di prenotazione, l'home banking etc. dovranno obbligatoriamente presentarsi in modo accessibile al pubblico. - vedi l'elenco di riferimento

Google e altri motori di ricerca non aggiorneranno i loro algoritmi in funzione di questo?

Certo che li aggiorneranno, ma non dobbiamo vederlo come un 'problema', in verità si tratta di una grande opportunità per le imprese che già oggi si cimentano con i temi dell'ambiente, della sostenibilità e della governance - ESG (Environmental, Social and Governance). Siamo di fronte ad un cambiamento necessario e inevitabile visto che stiamo parlano di una fascia di popolazione, quella che ha difficoltà di accesso alle risorse digitali, che si aggira introno al 15-20% della popolazione mondiale, 85 milioni di persone in Europa per esempio.

Il primo passo verso l'accessibilità per una azienda è semplice e poco oneroso.

Facciamoci trovare pronti!

Iniziamo questa rivoluzione anche noi, nei nostri siti aziendali e nelle nostre risorse digitali, magari con dei piccoli interventi iniziali, qualche alternativa, almeno per la home page e le pagine di servizio essenziali. Possiamo inserire nel sito una pagina di accessibilità (ovviamente costruita con criteri di accessibilità digitale) che permetta al navigatore di essere accolto e guidato alla ricerca delle informazioni e dei servizi on line più importanti.

Allo stesso modo, un semplice meccanismo di contatto accessibile, permetterebbe alla vostra azienda di dimostrare sensibilità e attenzione per il proprio utente, offrendogli un sistema per raggiungere in modo alternativo i vostri servizi e prodotti.

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