Accessibility Act: l’accessibilità non è più un obbligo solo per la pubblica amministrazione
Man mano che si avvicina l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (giugno 2025) si chiariscono con maggior dettaglio le categorie di imprese che rientrano nell’obbligo, con le linee guida di AgID che riguardano soprattutto gli adempimenti pratici a cui saranno sottoposti gli strumenti informatici delle imprese italiane.
Cos’è l’European Accessibility Act e quali sono gli obblighi di legge e le scadenze in materia di accessibilità web?
European Accessibility Act è una direttiva europea recepita dall'Italia che mira a migliorare il funzionamento del mercato interno dei prodotti e dei servizi accessibili, eliminando gli ostacoli creati da norme divergenti negli Stati membri, ma non è l'unica disposizione applicabile in materia di accessibilità, infatti in Italia già dal 2004 è in vigore la cosiddetta legge Stanca, legge 9 gennaio 2004, n. 4 che venne emanata per favorire e semplificare l'accessibilità agli strumenti informatici nei confronti dei soggetti disabili ed è stata aggiornata nel 2022, oltre alla legge 67/2006, che prevede la rimozione delle discriminazioni dirette e/o indirette verso persone con disabilità, ai sensi della quale recentemente è stata depositata una causa contro Italo Treno per discriminazione digitale verso persone con disabilità.
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Le microimprese e l’accessibility Act
Le imprese che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro sono definite microimprese. Per le microimprese sono previsti degli strumenti di sostegno e delle linee guida volte a favorire l’applicazione delle norme in materia di accessibilità, che è comunque sempre auspicata per favorire l’uso delle risorse digitali a tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacità fisiche e/o cognitive e quindi anche agli utenti con disabilità. Tali misure sono disposte dagli Stati membri della UE, in collaborazione con le parti sociali interessate e ci aspettiamo siano precisate nelle prossime linee guida o in una circolare specifica di AgId.
I vantaggi dell'European Accessibility Act per le imprese
- Norme comuni in materia di accessibilità nell'UE che portano alla riduzione dei costi
- Trading transfrontaliero più agevole
- Maggiori opportunità di mercato per i loro prodotti e servizi accessibili
Le persone con disabilità e gli anziani beneficeranno di:
- Prodotti e servizi più accessibili sul mercato
- Prodotti e servizi accessibili a prezzi più competitivi
- Minori ostacoli quando si accedono ai trasporti, all'istruzione e al mercato del lavoro aperto
- Più posti di lavoro disponibili laddove sia necessaria competenza per l'accessibilità
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Prodotti e servizi interessati all’Accessibility Act
La legge europea sull'accessibilità copre i prodotti e i servizi che sono stati identificati come più importanti per le persone con disabilità, e ha lo scopo di unificare le normative sui requisiti di accessibilità che potrebbero essere divergenti in tutti i paesi dell'UE.
Questi prodotti e servizi comprendono:
- Computer e sistemi operativi
- Bancomat, biglietteria e macchine per il check-in
- Gli smartphone
- Apparecchiature televisive relative ai servizi televisivi digitali
- Servizi di telefonia e relative attrezzature
- accesso ai servizi di media audiovisivi, quali la trasmissione televisiva e le relative apparecchiature di consumo
- Servizi connessi al trasporto aereo, autobus, ferroviario e passeggeri per via navigabile
- I servizi bancari
- Gli e-book
- Commercio elettronico di e-commerce
(Fonte: sito della commissione europea)
Inoltre i requisiti di accessibilità per i prodotti e i servizi sono obbligatori per gli appalti pubblici.
Scadenze degli adempimenti di accessibilità in Italia:
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23 settembre di ogni anno - le pubbliche amministrazioni devono pubblicare la dichiarazione di accessibilità sul portale AGiD
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23 settembre di ogni anno - i soggetti erogatori privati devono depositare la dichiarazione di accessibilità AGiD (in vigore dal 2022)
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28 giugno 2025: le imprese private devono rendere il loro sito web pienamente accessibile.
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Già dal 2020 le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di pubblicare gli obiettivi di accessibilità del proprio sito web e aggiornarli ogni anno, e dal 2025 anche le grandi imprese e organizzazioni dovranno adeguare i propri siti web: in base alla legge europea “Accessibility Act” nessun prodotto o servizio non accessibile potrà essere immesso nel mercato europeo.
L’Italia dal 2022 ha recepito questa direttiva, specificando le regole per i vari settori. Tutti i siti, le app e i prodotti informatici in generale si dovranno adeguare, infatti la legge stabilisce che entro il 2025 i requisiti di accessibilità dei prodotti saranno necessari e non opzionali.
Aggiornamenti delle disposizioni sui temi dell’accessibilità ai servizi web per le persone con disabilità
Un emendamento del decreto legge “Semplificazioni” pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 17 luglio 2020 modifica la Legge italiana sull’accessibilità ICT estendendola alle grandi imprese e anticipando le nuove disposizioni comunitarie che dovranno essere recepite dall’Italia entro il 2022.
L’Italia ha la normativa più avanzata in Europa e garantisce il diritto alle persone con disabilità di poter interagire con i servizi web e le app delle pubbliche amministrazioni, e per quando riguarda i dipendenti con disabilità, postazioni di lavoro idonee alle specifiche menomazioni. Inoltre gli acquisti di prodotti ICT effettuati dalle PA devono avere i requisiti di accessibilità stabiliti con le linee guida emanate da AGID, i contratti di sviluppo o aggiornamento di siti web e applicazioni mobili che non prevedono il rispetto delle linee guida sono considerati nulli.
Per questo quando si parla di accessibilità web si pensa alle pubbliche amministrazioni come se fossero gli unici soggetti a dover garantire informazioni e servizi accessibili, ma va ricordato che è sempre in vigore la legge 67/2006, una normativa che prevede la rimozione delle discriminazioni dirette e/o indirette verso persone con disabilità, che è valida anche per il settore privato e prevede un risarcimento del danno.
Accessibility Act: accessibilità per le aziende e organizzazioni
Attualmente per le organizzazioni che non fanno parte della PA vale ancora la legge 67/2006, ma sono in arrivo novità dall’Europa, si tratta dell’“European Accessibility Act”, considerata la più importante direttiva sull’accessibilità che riguarda i prodotti e servizi web relativi a trasporti, ai media, e-commerce e settore finanziario, banche comprese. L’Accessibility Act è stato approvato nel 2019 ed entrerà in vigore a giugno del 2025. L’Italia dovrà recepire questa direttiva entro il 2022: si hanno ancora tre anni per mettersi in regola, successivamente nessun prodotto o servizio non accessibile potrà essere immesso nel mercato europeo.
Le norme sull’accessibilità digitale per i grandi operatori
Le strutture e i servizi forniti al pubblico attraverso sistemi digitali e le tecnologie di informazione e comunicazione in rete sono tra gli obiettivi della normativa vigente in tema di accessibilità, e vale anche per i soggetti giuridici diversi dalle pubbliche amministrazioni, con un fatturato medio negli ultimi 3 anni di attività superiore a cinquecento milioni di euro, che offrono al pubblico servizi attraverso siti web o applicazioni mobili.
Sulla stessa linea guida, anche gli acquisti di prodotti ICT effettuati dai soggetti giuridici indicati dovranno tenere conto che i requisiti di accessibilità dei prodotti sono necessari e non opzionali: qualsiasi prodotto ICT acquistato dalle grandi aziende dovrà poter essere utilizzato anche da persone con disabilità.
Dichiarazione accessibilità per i grandi operatori
Tutte le aziende con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro dovranno esporre sul proprio sito una dichiarazione di accessibilità, in base alle linee guida dell'Ageniza per l'Italia Digitale (AGID): sul sito dell'AGID, insieme alle Linee guida è disponibile anche un modello di dichiarazione di accessibilità che i soggetti erogatori devono rilasciare e aggiornare annualmente entro il 23 settembre, per ciascuno dei siti web e applicazioni mobili di cui sono titolari. All’interno delle sezioni presenti, oltre ad indicare lo stato di conformità raggiunto dal proprio sito o app, i soggetti erogatori sono tenuti a indicare eventuali casi di deroga, alternative accessibili messe a disposizione dell’utenza e le modalità ed i riferimenti per segnalare eventuali casi di inaccessibilità.
In ogni sito web, la dichiarazione di accessibilità deve essere posta nel footer con apposito link, mentre per le app viene riportata la URL all’interno delle informazioni generali presenti nello store e nel relativo sito web del soggetto erogatore.
Per approfondire visita le linee guida AGID accessibilità digitale privati: https://www.agid.gov.it/it/design-servizi/accessibilita/linee-guida-accessibilita-privati
Sanzioni economiche per chi non si adegua
Nel caso in cui l’Agenzia per l’Italia Digitale rilevasse violazioni delle norme in materia di accessibilità, il trasgressore avrebbe ancora la possibilità di provvedere, mettendosi in regola entro una data stabilita dal giudice, in caso contrario sarebbe comminata una sanzione che potrebbe arrivare fino al 5 percento del fatturato.
Gli adempimenti previsti per il 2025 sono estesi a tutte le grandi realtà aziendali, ma non riguardano ancora le micro-imprese.
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Fonti: Testo completo della direttiva europea Accessibility Act (versione in italiano)
(Articolo aggiornato il 30 settembre 2024)




